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GIORNATA EUROPEA INFORMATIVA
SUL TELELAVORO
28 Maggio 1998, Bruxelles


Sommario

Questo costituisce un anno importante per il telelavoro in Europa, segnato dal lancio di una Agenda Europea del Telelavoro, che mette assieme gli eventi e le attività più importanti sul telelavoro a livello europeo e culmina, a novembre 1998, nella quarta edizione della Settimana Europea del Telelavoro .

Quest'anno segna anche il passaggio dal 4° al 5° Programma Quadro, in cui il tema "nuovi metodi di lavoro e commercio elettronico" diventa una delle azioni principali del programma tematico sulla Società dell'Informazione. La giornata è stata un'occasione per essere aggiornati sulla politica della Commissione Europea, ottenere informazioni e stimolare attività sul telelavoro. In particolare, la giornata ha rappresentato il lancio ufficiale della Settimana del Telelavoro 1998, che ha l'ambizione di presentarsi con un calendario ancor più grande di quello, già di per sé record, dell'anno precedente.

La prima parte del seminario è stata occupata dall'aggiornamento sulla situazione sul telelavoro in Europa a metà 1998. Ad un'introduzione sul telelavoro in Europa e sul supporto della Commissione in questo campo, sono seguiti i contributi del Forum sulla Società dell'Informazione sulle tematiche occupazionali, un rapporto sul dialogo sociale nel telelavoro nel contesto europeo, un aggiornamento sul Quinto Programma Quadro e una presentazione del prossimo "status report" sul telelavoro in Europa (edizione 1998).
La rimanente parte della giornata è stata dedicata alla Settimana del Telelavoro (ETW). Dopo una presentazione di tre dei vincitori dei premi del telelavoro 1997 e un sommario dei risultati della manifestazione nel 1997, la giornata è proseguita con informazioni su come essere coinvolti nella manifestazione, come presentare candidature per il premio 1998, sui meccanismi di supporto e si è conclusa con un invito ad organizzare iniziative sul telelavoro.


Peter Johnston
Commissione Europea, DG XIII B

Peter Johnston da il benvenuto ai partecipanti e spiega che il telelavoro e le nuove forme di lavoro sono, e rimarranno, aspetti molto importanti delle attività della Commissione Europea. In tale contesto, riunioni come la presente giocano un ruolo cruciale per favorire la nascita di rapporti di partnariatotra la Commissione, l'industria, i governi e gli altri settori della società. Il 1998 segna un punto di svolta nello sviluppo delle nuove pratiche lavorative in Europa.

Nonostante il fatto che dare definizioni sia molto difficile in un settore che cambia cosi' rapidamente, le migliori stime esistenti indicano che circa 4 milioni di europei, circa il 2½% della forza lavoro, sono coinvolti in qualche forma di televoro: circa il doppio di quanti erano tra i 18 e 24 mesi fa. Inoltre le nuove modalità di lavoro iniziano a divenire opportunitànel mercato, e ciò pone importanti sfide alla società, al mondo degli affari e alle pubbliche amministrazioni.
Nonostante che le modifiche dell'impiego in Europa stiano attivamente spingendo verso nuove forme di lavorare e di organizzare le aziende, è la stessa tecnologia che, presumibilmente, costituisce il maggior fattore di sviluppo dei nuovi modi di lavorare. Per molti versi l'aumento del telelavoro è una conseguenza del rapido sviluppo di alcune tecnologie chiave. Tre, in particolare, hanno avuto un profondo impatto negli anni recenti:
la telefonia mobile, principalmente GSM, con oltre 85 milioni di utenti e con un crescente numero di persone che la utilizzano per trasmettere dati e non solo voce;
Internet, e il sempre maggior uso nelle aziende delle intranet e delle extranet che permettono la dispersione della forza lavoro;
le tecnologie di integrazione dei computer e delle telecomunicazioni, alle quali si debbono lo sviluppo dei "call center", che ora impiegano circa 400.000 persone in Europa;
Quest'anno è anche un anno di svolta, almeno in termini di supporto Europeo, in due altri campi. Primo: la maggiore attenzione negli Stati Membri alle nuove forme di lavoro è oggi guidata dalle iniziative supportate dai Fondi Strutturali per l'innovazione e lo sviluppo e non più dai programmi di ricerca europei. Ciò segna un passaggio importante verso il supporto alla ricaduta delle tecnologie e, nonostante che la ricerca continuerà ad essere aiutata - e anche in misura maggiore- la strada è ormai segnata.
Secondo: il passaggio dal Quarto al Quinto Programma Quadro di ricerca e sviluppo. Quest'ultimo, particolarmente nell'area tematica relativa alla Società dell'Informazione, è ormai prossimo e inizierà alla fine del 1998. Non si tratta soltanto di una modifica nei piani di finanziamento ma, questo l'aspetto importante, il segno di una modifica strutturale. Le tecnologie continueranno ad evolversi molto rapidamente, ma ne esistono alcune pensate specificamente per il telelavoro: così non è più sempre necessario, per telelavoratori ed imprenditori, cercare di adattare alle proprie necessità tecnologie nate per altri scopi. Le proposte del Quinto Programma Quadro costituiranno un pacchetto integrato e complessivo, così che le Tecnologie per la Società dell'Informazione (TSI) saranno viste come un tutt'unico all'interno del quale il supporto comunitario verrà focalizzato proprio sui nuovi metodi di lavoro. In tal modo lo sforzo maggiore sarà prodigato in alcuni settori chiave, allo scopo di portare l'Europa sulla frontiera della prossima generazione di sviluppo tecnologico e nell'uso delle tecnologie per le nuove pratiche di lavoro.

Ci si attende che il Consiglio dei Ministri e il Parlamento Europeo si trovino d'accordo sulla richiesta di stanziare circa 500 milioni di ECU in favore delle azioni chiave per i Nuovi Metodi di Lavoro e il Commercio Elettronico. Si tratta di un'enorme accellerazione finanziaria, ma anche un segnale politico forte: l'Europa deve divenire un leader mondiale in questo settore, e non solo per il numero di persone che beneficeranno di forme di lavoro più flessibili, ma anche per la qualità della vita di lavoro che tali persone avranno.

Il Sig. Johnston conclude sottolineando la necessità di avere non solo le migliori tecnologie mondiali, ma anche le migliori pratiche ed applicazioni.

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